TRASFERIMENTO DIPENDENTI PUBBLICI – SULLA RETRIBUZIONE NON SI APPLICA IL CONTRATTO DI PROVENIENZA

Se il trasferimento dei lavoratori pubblici avviene attraverso l’inserimento degli stessi in una diversa realtà organizzativa e in un diverso contesto di «regole normative e retributive immediatamente applicabili al rapporto», vale il principio di diritto secondo il quale in caso di passaggio di personale da un’amministrazione a un’altra spetta certamente ai dipendenti la conservazione dello status giuridico sino al trasferimento acquisito, ma ove il trattamento economico risulti superiore a quello spettante presso l’ente di destinazione deve operare la regola del riassorbimento dei miglioramenti di inquadramento e trattamento economico, dovendosi sempre contemperare il principio di irriducibilità della retribuzione, con quello della parità di trattamento dei dipendenti pubblici sancito all’articolo 45 del Dlgs n. 165/2001.

Così la Cassazione con l’Ordinanza n. 20918 del 30 settembre 2020 ha definito ulteriormente in perimetro del principio di parità di trattamento dei dipendenti pubblici per i quali, in sostanza, nel caso di trasferimento si deve applicare il trattamento economico applicato al personale del comparto di destinazione.